Le luci di Sakhir hanno brillato intensamente in occasione della seconda giornata dei test pre-stagionali 2026, al Bahrain International Circuit. L’atmosfera è elettrizzante, con le nuove monoposto che hanno finalmente messo le ruote sull’asfalto, regalando emozioni e fornendo preziosi indizi su quello che ci aspetta nella nuova era della Formula 1. Piloti, ingegneri e appassionati hanno seguito con attenzione ogni giro, ogni particolare tecnico, mentre le squadre hanno iniziato a svelare i propri punti di forza e, inevitabilmente, qualche debolezza.
Red Bull e Ferrari si sono subito messe in evidenza, proseguendo il loro duello a distanza tra strategie evolutive e innovative interpretazioni del regolamento 2026. La Red Bull sembra aver mantenuto la caratteristica efficienza aerodinamica nonostante i nuovi vincoli regolamentari, mentre la Ferrari ha impressionato per l'inedita cura nel bilanciamento tra carico aerodinamico e gestione delle nuove motorizzazioni ibride. Tuttavia, le vere sorprese sono arrivate dalle scuderie più attardate nel 2025, che hanno mostrato segnali incoraggianti di crescita, soprattutto nelle simulazioni di passo gara.
Uno degli argomenti più discussi riguarda l’adattamento dei piloti alle power unit 2026, ora ancora più sofisticate e potenti sotto il profilo elettrico. Interessante osservare come alcuni veterani – tra cui Lewis Hamilton e Fernando Alonso – abbiano risposto con grande professionalità e rapidità di apprendimento alle nuove procedure richieste dalle modalità energy recovery e deployment. L’affidabilità è stata nel mirino di diversi team: Mercedes e McLaren hanno sofferto qualche battuta d’arresto, ma si tratta di problemi normali nella fase iniziale di questa rivoluzione tecnica, destinati a diminuire con il passare dei test.
Molto interessante anche analizzare il comportamento delle gomme sulla nuova generazione di vetture. Il lavoro svolto da Pirelli durante l’inverno sembra aver dato buoni frutti: le nuove mescole garantiscono usura contenuta anche sulla pista abrasiva del Bahrain e permettono ai piloti di spingere senza troppi compromessi sulla gestione, almeno nei primi long run registrati oggi. Alcuni team come Aston Martin e Alpine hanno scelto di sperimentare con pressioni e camber aggressivi, ricavando preziose indicazioni per affinare la messa a punto nei giorni successivi.
Mentre Charles Leclerc e Max Verstappen hanno regalato i tempi più spettacolari nelle simulazioni di qualifica, il paddock è rimasto però colpito anche dalle performance, seppur meno appariscenti nei crono secchi, di Lando Norris e di un agguerritissimo Oscar Piastri. Questo dimostra come il centro gruppo possa essere più compatto che mai, preludendo a una stagione 2026 improntata all’incertezza e alle battaglie in pista dalla prima all’ultima curva.
Non va sottovalutato, inoltre, il lavoro svolto sui dettagli aerodinamici: dai mini flap inseriti dietro i copriruota, alle sofisticate prese d’aria per migliorare il raffreddamento delle nuove batterie, ogni componente appare frutto di un lavoro maniacale coordinato tra simulazioni CFD e test in galleria del vento. Una vera e propria corsa all’innovazione che coinvolge centinaia di tecnici ma che, come sempre, trova la sua verità definitiva solo on track.
Se la seconda giornata di test ci ha insegnato qualcosa, è che la Formula 1 continua a rappresentare il vertice della ricerca tecnica e umana nel motorsport. I valori sembrano già delinearsi, ma l’evoluzione sarà costante fino all’inizio del campionato. E chiunque pensi che il 2026 sia solo una copia del passato, dovrà ricredersi in fretta: nuove regole, nuovi sfidanti e nuovi eroi stanno già prendendo forma sulla pista del Bahrain.