Con la stagione di Formula 1 2026 alle porte, tutti gli occhi sono puntati sul Circuito del Bahrain, dove si stanno svolgendo i tanto attesi test pre-stagionali. L’atmosfera è carica di eccitazione: le scuderie stanno svelando le carte, le monoposto sfrecciano asfaltando la pista del Sakhir tra innovazioni tecniche, nuovi volti nel paddock e conferme dei protagonisti più attesi. La terza giornata di test si rivela cruciale, offrendo preziosi indizi su come il prossimo campionato possa svolgersi fin dalle prime gare.
Per gli appassionati, ogni dettaglio conta: le scelte dei team principal, le strategie sulle simulazioni di qualifica e le lunghe sessioni per testare il passo gara. La lista dei piloti al volante nella terza giornata è ricca di spunti interessanti. Alcuni team scelgono di far scendere in pista entrambi i piloti per arricchire il feedback tecnico, altri puntano sul titolare più esperto per sfruttare ogni minuto a disposizione. Fari puntati, naturalmente, sui team che hanno già mostrato una certa brillantezza nei giorni precedenti, ma anche sulle “Cenerentole” che sperano in qualche lampo d’ispirazione.
I riflettori sono chiaramente rivolti verso le grandi storiche come Ferrari, Mercedes e Red Bull. Charles Leclerc e Carlos Sainz si alternano sulle rosse, desiderosi di portare a Maranello dati preziosi e togliersi qualche soddisfazione cronometrica. Mercedes, dopo le difficoltà della scorsa stagione, spinge Lewis Hamilton al limite nella sessione mattutina e affida la monoposto a George Russell nel pomeriggio. Red Bull, con il campione in carica Max Verstappen, mira invece a confermarsi la macchina da battere. Ma attenzione agli outsider: McLaren e Aston Martin sono in agguato, mentre Alpine promette qualche sorpresa con la nuova lineup di piloti.
Anche le scuderie motorizzate da fornitori emergenti, come Sauber e Haas, stanno adottando strategie diversificate, alternando costantemente piloti e riserve per raccogliere quanti più dati possibili. Da segnalare la presenza di talenti freschi desiderosi di mettersi in mostra: Oscar Piastri per McLaren, Fernando Alonso per Aston Martin e una serie di test driver di diverse nazioni che contribuiscono a rendere l’ambiente del paddock ancora più internazionale e competitivo.
Non mancano i colpi di scena nella tabella dei tempi, con qualche nome inatteso nelle prime posizioni grazie alle simulazioni di qualifica con meno carburante. Tuttavia, molti piloti – soprattutto quelli con qualche stagione alle spalle – preferiscono concentrarsi sui long run e sulla gestione delle gomme nuove, aspetto che sarà centrale con l’arrivo delle nuove mescole portate da Pirelli per il 2026. Il feedback dei piloti post-sessione evidenzia come il bilanciamento e la gestione della temperatura delle coperture rappresentino ancora una variabile chiave su cui lavorare.
C’è inoltre una particolare attenzione per il lavoro dei rookie e dei piloti di riserva, spesso mandati in pista nelle ore meno favorevoli della giornata per abituarsi alle condizioni meno ideali. Questo permette alle squadre di massimizzare l’utilizzo dei minuti disponibili, raccogliendo dati fondamentali per le prossime evoluzioni delle monoposto. I dati telemetrici vengono subito analizzati dagli ingegneri, con comparazioni sulle prestazioni nei vari stint tra titolari e collaudatori.
Il paddock del Bahrain, come da tradizione, si trasforma in uno spettacolo a cielo aperto: meccanici in frenetico lavoro tra box e pit lane, telecamere sempre accese pronte a cogliere dettagli di ali anteriori, diffusori e nuove appendici aerodinamiche. Lavoro febbrile, ma anche aria di grande attesa: tifosi, addetti ai lavori e curiosi cercano nei test quelle indicazioni che solo l'inizio della stagione saprà davvero confermare.
Nonostante le cautele, il clima attorno ai top team resta elettrico. Si intravedono già possibili duelli da prima fila in Bahrain, con i grandi nomi consapevoli che ogni dettaglio, anche il più piccolo, può fare la differenza a Melbourne. I test non assegnano punti, ma sono il primo vero campo di battaglia mentale e tecnico. Le sensazioni raccolte in questa terza giornata alimentano ancora di più l’attesa per la bandiera a scacchi che darà il via al Mondiale, promettendo scintille già dal primo semaforo verde.