La seconda giornata dei test pre-stagionali di Formula 1 in Bahrain ha offerto uno spettacolo tecnico avvincente e tante novità per addetti ai lavori e appassionati. Le scuderie, con l'obiettivo di ottimizzare ogni minimo dettaglio in vista del primo Gran Premio dell'anno, hanno sfruttato ogni ora disponibile per raccogliere dati preziosi e testare nuove soluzioni aerodinamiche e meccaniche. Fra appendici inedite, fondo vettura rivisitati e sessioni intense di prove comparative, sul circuito di Sakhir si è respirata già aria di grande competizione.
Osservando le monoposto nei box e in pista saltano subito all'occhio le differenti interpretazioni regolamentari adottate dai team. Ferrari, ad esempio, ha portato una nuova configurazione dell'ala anteriore, meno carica ma più efficiente nei rettilinei, mentre Red Bull continua ad affinare le pance ultra-sagomate e un fondo particolarmente lavorato nella zona cut-off per incrementare la deportanza e migliorare la gestione dei flussi aerodinamici. Mercedes, dal canto suo, prosegue nella direzione della semplificazione, puntando su superfici più pulite per ridurre la resistenza all’avanzamento senza sacrificare il grip in curva.
Grande attenzione anche al comportamento delle sospensioni, sollecitate da sessioni con quantità di carburante variabili e run ad alto carico. Alpine e McLaren stanno sperimentando nuove geometrie delle sospensioni posteriori, con l’obiettivo di equilibrare la trazione in uscita di curva e contenere il fenomeno del porpoising, ancora il principale nemico della costanza prestazionale sui circuiti ad alta velocità come appunto Sakhir.
Le condizioni meteo particolarmente stabili hanno consentito un confronto diretto tra le varie mescole fornite da Pirelli. I team si sono concentrati sull’analisi dei dati di degrado e comportamento termico: i long-run effettuati al pomeriggio hanno evidenziato un’usura molto gestibile, ma la vera incognita sarà la rapidità con cui il grip si evolverà nel corso della gara, soprattutto considerando la sabbia che spesso invade la pista del deserto e richiede continui adattamenti degli assetti.
Il lavoro nei box è stato frenetico, non solo per quanto riguarda l'aerodinamica, ma anche in funzione di gestione elettronica e software. Aston Martin, in particolare, ha investito molte risorse nell’affinamento dei sistemi di frenata elettronica e nel setup delle mappature motore. Questi dettagli, apparentemente invisibili all’occhio del pubblico, possono fare la differenza tra una strategia vincente e una giornata anonima in gara. Interessante anche la scelta di Haas di effettuare sessioni di “pit stop drills” prolungate, per limare quei decimi preziosi nelle soste che tanto spesso decidono esiti e punti pesanti durante la stagione.
Un’altro elemento di grande interesse è stata la raccolta dati tramite flow-viz e sensori di pressione: le immagini delle monoposto ricoperte di vernice verde fosforescente hanno incuriosito i fan, ma sono una prassi fondamentale per visualizzare concretamente il comportamento dei flussi e identificare eventuali zone di distacco o di turbolenza indesiderata. L’utilizzo massiccio di rastrelliere di sensori, soprattutto sulle prime tornate della mattina, ha permesso agli ingegneri di “fotografare” l’assetto dinamico delle vetture e di fare le prime simulazioni reali di degrado aerodinamico al variare della velocità.
Sebbene i tempi sul giro non siano ancora la vera cartina tornasole del potenziale espresso, la lotta tecnica dietro le quinte sta già delineando le ambizioni di ciascun team. Gli occhi sono puntati sulle ultime evoluzioni che arriveranno nei giorni successivi, ma già dalla seconda giornata emergono nomi pronti a stupire e altri che devono inseguire. Resta la certezza che la stagione 2024 promette spettacolo e innovazione ad altissimo livello, confermando la Formula 1 come il laboratorio più affascinante e competitivo del motorsport mondiale.