McLaren in Crisi? Ecco Dove Mancano per il 2026!

McLaren in Crisi? Ecco Dove Mancano per il 2026!

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Il 2026 si avvicina sempre più velocemente e, nel circus della Formula 1, le scuderie stanno già lavorando senza sosta per farsi trovare pronte ai cambi regolamentari più radicali dell’ultimo decennio. In questo scenario, la McLaren – reduce da una stagione in grande ripresa e attualmente protagonista del campionato – rappresenta uno dei team più osservati e attesi dai tifosi italiani e mondiali. Tuttavia, nonostante gli ottimi risultati in pista nel 2024, la squadra di Woking è assolutamente consapevole che c’è ancora tanto da fare, soprattutto sotto il punto di vista dello sviluppo tecnico per affrontare al meglio la rivoluzione delle nuove monoposto.

Appena qualche settimana fa, Andrea Stella – team principal McLaren – ha sottolineato quanto sia fondamentale lavorare in anticipo sulle nuove aree di performance che il regolamento 2026 porterà con sé. Il prossimo ciclo regolamentare, infatti, vedrà vetture più leggere e compatte, una radicale revisione dei motori con la componente elettrica che acquisterà ancora più peso e un focus più deciso sulla sostenibilità. Tutti elementi che stanno costringendo i tecnici di ogni team a mettere in discussione metodologie di progettazione che sembravano ormai consolidate.

Nonostante la crescita costante mostrata dal team negli ultimi mesi – grazie anche agli aggiornamenti tecnici portati in pista e ai progressi del reparto aerodinamico – all’interno del box McLaren c’è grande consapevolezza di un certo ritardo, proprio in fase di preparazione e simulazioni specifiche orientate al 2026. La squadra ha ammesso di avere ancora margini notevoli nei sistemi di test virtuali e nelle tecnologie di simulazione, fondamentali in un’epoca dove ogni dettaglio può fare la differenza tra il successo e l’anonimato in griglia.

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Uno dei punti chiave su cui McLaren dovrà accelerare riguarda l’integrazione tra i nuovi motori e il telaio, anche considerando la crescente importanza della parte elettrica delle power unit. Non si tratta più solo di cercare cavalli o di ridurre i chilogrammi, ma di saper gestire flussi energetici complessi e di armonizzare il tutto con le esigenze aerodinamiche di una monoposto destinata a essere profondamente diversa dalle attuali. Ecco perché, dalle dichiarazioni degli ingegneri inglesi, traspare quasi una sfida filosofica prima ancora che tecnica: saper investire oggi nelle tecnologie di domani per non restare indietro nel prossimo ciclo vincente della Formula 1.

Da Woking fanno sapere che sono già stati avviati nuovi processi di collaborazione tra simulazione automatica, intelligenza artificiale e lavoro in galleria del vento. L’obiettivo dichiarato è ottenere una visione olistica della vettura, capace di anticipare gli scenari che il 2026 metterà di fronte a chiunque voglia puntare al titolo. La McLaren è ben consapevole del livello di competitività che caratterizzerà il campionato, soprattutto con l’ingresso del colosso Audi e il ritorno di Honda insieme ad Aston Martin: l’asticella va alzata da subito, non solo nella ricerca di prestazione pura, ma anche nell’affidabilità e nell’efficienza dei processi di sviluppo.

Secondo fonti interne, una delle principali aree su cui McLaren dovrà insistere è quella della raccolta e analisi dati in tempo reale durante i test programmati nei prossimi mesi. Questo aspetto, già oggi croce e delizia per tantissimi team, sarà ancora più centrale con il nuovo regolamento: l’accelerazione tecnologica porterà vantaggi non solo a chi sarà più veloce in pista, ma anche a chi saprà tradurre una miriade di informazioni digitali in soluzioni concrete e innovative.

Gli appassionati italiani possono dunque aspettarsi una battaglia all’ultimo millesimo, dove il ruolo di McLaren sarà senza dubbio centrale ma tutt’altro che facile. La determinazione della squadra è palpabile, e tuttavia occorrerà tenere altissima la guardia su ogni fase del processo di preparazione. Perché la Formula 1, oggi più che mai, non perdona chi abbassa la soglia del dettaglio: ed è proprio lì che si deciderà il destino della McLaren nei prossimi anni.