Venerdì difficile per Liam Lawson sulla pista di Montréal, in un weekend che già si preannunciava complicato per i team meno competitivi e chi arriva come sostituto. Il giovane neozelandese, chiamato ancora una volta a mettersi in evidenza sulla scena della Formula 1 al volante della RB, si è trovato, suo malgrado, costretto a rincorrere dopo diversi problemi tecnici patiti nelle sessioni di prove libere del Gran Premio del Canada.
Gli inconvenienti sono iniziati già durante la prima sessione di prove, dove la monoposto di Lawson ha accusato noie al power unit, costringendo il team a lunghi lavori ai box per permettere al pilota di tornare in pista nella seconda sessione. Purtroppo, anche nel pomeriggio il neozelandese non ha potuto spingere come avrebbe voluto: assetto non ottimale, temperature basse e una pista insidiosa che non perdona la minima imprecisione. Tutto questo ha limitato enormemente la raccolta dati in vista delle qualifiche e, soprattutto, della gara.
“È stata una giornata estremamente frustrante,” ha commentato Lawson ai microfoni dopo il secondo turno di libere. “Abbiamo perso tempo prezioso che avremmo dovuto sfruttare per familiarizzare con la macchina e la pista. In queste condizioni, il margine d’errore è nullo, soprattutto per chi è chiamato a sostituire e non ha alle spalle tutta la preparazione degli altri piloti titolari.”
Nonostante le difficoltà, il talento di Lawson – già messo in mostra nelle precedenti apparizioni in Formula 1 – non è certo in discussione. Il neozelandese sa bene di non poter sbagliare nulla, dato che ogni minuto passato in macchina vale oro sia per sé stesso che per il team. Ad aggravare il tutto ci sono anche le condizioni particolari offerte dal tracciato Gilles Villeneuve: asfalto “green”, grip ancora da trovare, continue evoluzioni meteo che rendono ogni sessione imprevedibile e ricca di insidie, come spesso accade a Montréal.
Per i tecnici della RB, la serata tra il venerdì e il sabato sarà dunque di lavoro intenso: urge trovare il giusto bilanciamento dell’assetto, capire come mettere in temperatura gomme che stentano ad andare in finestra ottimale, e analizzare i pochi dati raccolti per cercare di portare la monoposto almeno a ridosso della zona punti. Lawson dovrà dimostrare tutta la sua capacità di adattamento e la sua freddezza mentale, consapevole che ogni occasione può rappresentare un crocevia fondamentale per il suo futuro nel Circus.
Anche tra gli appassionati, l’arrivo del giovane neozelandese ha catturato l’attenzione, complici le sue prestazioni passate in altre categorie e le sue precedenti convocazioni “last minute” tra i grandi della Formula 1. Montréal non farà sconti, ma queste sono le situazioni in cui i piloti di talento sanno emergere, magari cogliendo l’occasione per sorprendere avversari e team principal.
La lotta a centro gruppo si preannuncia più accesa che mai, con le minime differenze cronometriche tra le monoposto di seconda fascia. Il sabato vedrà probabilmente ancora condizioni incerte, con il rischio pioggia sempre dietro l’angolo, elemento che ha spesso rimescolato le carte in questa pista così singolare e amata dai puristi. Occhi puntati quindi su Liam Lawson: per lui, più che mai, sarà una gara di rincorsa e di speranza, nella quale ogni centesimo di secondo strappato al cronometro potrebbe fare la differenza.
Se riuscirà a superare le difficoltà tecniche e acclimatarsi rapidamente, il giovane talento potrebbe riservare delle sorprese alla squadra e ai tanti tifosi che guardano già con interesse al suo futuro in Formula 1. Montréal non perdona, ma per chi sogna in grande, ogni ostacolo può diventare trampolino di lancio. La battaglia è appena iniziata.