Svuotamento scorte

Fino al 20–60% di sconto!

L’origine dei nomi delle curve di Silverstone

L’origine dei nomi delle curve di Silverstone

Team FansBRANDS® |

Il circuito di Silverstone è celebre non solo per la sua storia nel mondiale di Formula 1®, ma anche per i nomi unici e ricchi di significato che contraddistinguono le sue curve. Questi nomi non sono semplici numeri, ma raccontano storie legate al territorio, alla storia e alla cultura che circondano il tracciato britannico.

La prima curva, Abbey, prende il nome da un antico monastero medievale, la Luffield Abbey, che si trovava vicino al circuito. Subito dopo, la curva Farm ricorda una fattoria che un tempo sorgeva lungo il vecchio tracciato. Village, la terza curva, fa riferimento al villaggio vicino che ha dato il nome all’intero circuito e che ospita anche le basi di Aston Martin e Cadillac.

La curva più lenta del circuito è The Loop, chiamata così proprio per la sua forma particolare. Aintree, invece, deve il suo nome all’ippodromo di Liverpool, che in passato ha ospitato il Gran Premio britannico. Questi nomi sono un chiaro richiamo alle radici storiche e geografiche del luogo.

FansBRANDS® prodotti Formula 1® per tifosi

Il Wellington Straight e l’Hangar Straight sono due rettilinei che ricordano la storia militare di Silverstone, che un tempo era una base della Royal Air Force (RAF) con piste utilizzate dai bombardieri Vickers Wellington. Brooklands, la curva numero sei, è un omaggio al primo circuito che ospitò il Gran Premio britannico nel 1926, sottolineando così il legame con le origini del motorsport nel Regno Unito.

Luffield, la settima curva, è una lunga curva a destra che si collega idealmente all’abbazia di Luffield, mentre Woodcote prende il nome da Woodcote Park, una proprietà del Royal Automobile Club (RAC). Copse, la curva nove, è una curva veloce situata vicino a piccoli boschetti, chiamati “copses”, da cui deriva il nome.

La sequenza di curve da dieci a quattordici, ovvero Maggotts, Becketts e Chapel, è una delle più famose del circuito. Becketts e Chapel ricordano una cappella medievale dedicata a Thomas Becket, un richiamo storico che si intreccia con la tradizione del luogo.

Stowe, la quindicesima curva, è nota per la sua difficoltà e per un incidente storico che coinvolse Michael Schumacher nel 1999. Vale, la sedicesima curva, ha un’origine del nome meno chiara, probabilmente legata a una lieve variazione altimetrica o alla zona di Aylesbury Vale. Infine, le curve diciassette e diciotto, conosciute come Club, sono un omaggio al club del RAC di Londra, istituzione legata anche al trofeo del Gran Premio britannico.

Un dettaglio interessante riguarda il rettilineo dedicato a Lewis Hamilton, chiamato Hamilton Straight, che sottolinea il legame tra il pilota e il circuito, oltre a rappresentare un riconoscimento nel contesto del Gran Premio di Gran Bretagna.

Questi nomi non solo aiutano a orientarsi sul tracciato, ma raccontano anche una storia fatta di luoghi, eventi e persone che hanno contribuito a costruire l’identità di Silverstone. La conoscenza di queste origini arricchisce l’esperienza di chi segue la categoria regina, offrendo uno sguardo più profondo sul contesto culturale e storico che avvolge ogni curva.