Il secondo test pre-stagionale della Formula 1, svoltosi sul circuito di Sakhir in Bahrain, ha lasciato il paddock con molte domande ma anche qualche risposta in vista della prossima stagione. Squadre, piloti e tifosi hanno osservato con attenzione ogni giro cronometrato, ogni long run e ogni novità tecnica portata in pista dai team. Dai campioni del mondo in carica ai motivati outsider, tutti hanno cercato di capire quali saranno le gerarchie con cui si inizierà il campionato ormai alle porte.
La Red Bull ha confermato, almeno per il momento, il suo status di squadra da battere. Max Verstappen e Sergio Perez si sono alternati in pista mostrando una solidità e una velocità che fanno ben sperare per i tifosi del team austriaco. Il nuovo pacchetto tecnico sembra funzionare a meraviglia, come suggeriscono i tempi sul giro e la costanza sui long run. In particolare, Verstappen ha lasciato il segno nei run con alto carico di benzina, distaccando la concorrenza in maniera forse più netta di quanto visto nei test di Barcellona.
Tuttavia, non tutto sembra scritto. La Ferrari ha saputo sorprendere positivamente con riscontri confortanti sia per quanto riguarda il passo gara che la prestazione pura. Charles Leclerc e Carlos Sainz si sono alternati ottenendo tempi competitivi, ma più importante ancora è stata la costanza nelle simulazioni di gara. La monoposto di Maranello sembra avere una buona base di affidabilità e, soprattutto, una maggiore versatilità rispetto alle stagioni passate.
Chi sorprende meno, invece, è la Mercedes, che ha affrontato qualche noia tecnica e non è sembrata allo stesso livello dei rivali in termini di performance sul giro secco. George Russell e Lewis Hamilton si sono lamentati, a più riprese, di un assetto ancora lontano dall’ideale e di un bilanciamento aerodinamico non perfetto, condito da fenomeni ricorrenti di porpoising. Tuttavia, se c’è una squadra che sa nascondere le sue carte e presentarsi forte all’appuntamento con il primo Gran Premio è proprio quella di Brackley, quindi attenzione a sottovalutare la stella a tre punte.
Tra i protagonisti inattesi si segnala l’Alpine. Fernando Alonso, sempre aggressivo e incisivo, ha portato in alto la scuderia francese, facendo segnare tempi di tutto rispetto e dimostrando un passo gara molto costante. L’evoluzione della vettura sembra pagare soprattutto nelle condizioni più calde e con carichi elevati di carburante, confermando le buone impressioni già emerse durante la prima sessione di test.
L’Aston Martin è riuscita a stupire la platea con prestazioni solide sia con Sebastian Vettel che con Lance Stroll, segno che il lavoro invernale sta portando i suoi frutti. Il team di Silverstone potrebbe rappresentare la vera mina vagante della stagione, con una vettura apparsa ben bilanciata e molto affidabile. Inoltre, l’atmosfera serena e la determinazione nel box suggeriscono che in caso di gare caotiche ci sarà da prestare attenzione ai colori verde e argento.
Più indietro, invece, ha deluso un po’ la McLaren, alle prese con problemi di raffreddamento ai freni anteriori. Lando Norris ha cercato di massimizzare il lavoro in pista, ma la vettura papaya ha accumulato meno chilometri del previsto, e le prospettive della vigilia ora sembrano un po’ più incerte. I tecnici di Woking dovranno trovare una soluzione rapida per non sprecare il potenziale di una macchina che, con gomme nuove e a serbatoio vuoto, aveva dato buoni segnali a Barcellona.
Da segnalare le difficoltà della Haas, limitata da problemi di affidabilità che ne hanno condizionato il programma. Tuttavia, il ritorno di Kevin Magnussen ha portato entusiasmo nell’ambiente e regalato anche alcune buone prestazioni a sorpresa, compatibilmente con il quadro globale ancora poco omogeneo del team americano.
Mancano ormai pochi giorni al semaforo verde della stagione 2023 di Formula 1, ma questa ultima sessione di test ha fornito tanti spunti tecnici e umani per aspettare con impazienza il nuovo mondiale. Le vere differenze, come sempre, emergeranno solo in gara, ma ci sono già tutte le premesse per una stagione entusiasmante ed incerta come non mai.