La seconda giornata dei test pre-stagionali di Formula 1 sul circuito del Bahrain ha regalato agli appassionati motori momenti di grande interesse e importanti indicazioni in vista dell’imminente avvio di campionato. La pista araba, costantemente battuta da vento e temperature fluttuanti, si è trasformata in un vero laboratorio a cielo aperto, con team e piloti impegnati in una massiccia raccolta di dati sulle nuove monoposto e sui pneumatici forniti dalla Pirelli.
Protagonista assoluto della giornata è stato Charles Leclerc, autore del miglior tempo in 1’31”504. Il monegasco della Ferrari ha saputo sfruttare al meglio una sessione pomeridiana caratterizzata da un asfalto più performante, confermando la competitività e l’affidabilità della SF-24. Leclerc ha completato un run simulando sia il passo gara che la qualifica, mostrando una vettura solida soprattutto sul giro secco, ma anche incoraggiante per quanto riguarda il degrado gomme, una delle principali criticità riscontrate dall’anno precedente.
La Ferrari si è dunque presentata non solo come una pretendente credibile per i primi posti, ma anche come una squadra in grado di mettere a frutto le lezioni della passata stagione. Dal box di Maranello traspare una rinnovata fiducia, anche se i tecnici si mantengono prudenti: il focus rimane sulla costanza di rendimento e sull’ottimizzazione degli assetti per tutte le condizioni della pista.
Se Leclerc ha fatto segnare il tempo di riferimento, un altro pilota ha invece rubato la scena per la costanza in pista: Lando Norris con la sua McLaren ha infatti completato ben 92 giri, più di chiunque altro nella giornata. Il team di Woking, apparso in crescita già nella parte finale del 2023, ha puntato tutto sulla raccolta dati e sulla verifica dell’affidabilità della nuova vettura. Norris ha mostrato una buona confidenza con il pacchetto tecnico a disposizione, segno che la continuità progettuale e i recenti aggiornamenti stanno dando i frutti sperati.
Non sono mancati, tuttavia, alcuni grattacapi per le squadre top. La Red Bull, pur senza cercare il giro secco a tutti i costi, si è concentrata su programmi di long run con entrambi i piloti. Max Verstappen e Sergio Perez hanno alternato stint consistenti, privilegiando l’utilizzo di mescole differenti e assetti sperimentali. La RB20 si è confermata solida, benché non immune da piccoli problemi di bilanciamento nelle fasi più calde della giornata. Chi invece continua a inseguire è la Mercedes, ancora alla ricerca della migliore finestra operativa per la sua nuova W15. Lewis Hamilton e George Russell hanno lavorato principalmente sull’assetto e sulla simulazione gara, con riscontri altalenanti ma qualche segnale di progresso dopo un inizio test poco entusiasmante.
Da segnalare anche l’importante lavoro portato avanti da Aston Martin, con Fernando Alonso particolarmente attivo nel testare sia le novità sul fronte sospensioni che sulla gestione delle gomme nei long run. Gli spagnoli puntano a consolidarsi quale quarta forza del mondiale, forti di una buona base su cui poter sviluppare ulteriormente la AMR24.
Il day 2 dei test si è dunque chiuso con diverse certezze e alcuni punti interrogativi per team e tifosi. Le schermaglie viste finora non fanno che aumentare le aspettative: la sensazione è che la griglia sia più compatta rispetto all’anno precedente e che ogni dettaglio – dallo sviluppo aerodinamico alla gestione del passo gara – potrà fare la differenza sin dalla prima gara. Gli ultimi giorni di test saranno decisivi per affinare le strategie e presentarsi in Bahrain il prossimo weekend con le carte migliori da giocare. La stagione 2024 si preannuncia combattutissima, pronta a regalare spettacolo e colpi di scena a ogni semaforo verde.