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Scopri i Segreti Svelati nei Test F1 2026: Colpi di Scena!

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Il secondo giorno dei test pre-stagionali di Formula 1 a Sakhir ha visto le scuderie intensificare il lavoro in vista dell’inizio del Campionato 2024. Le condizioni meteo ideali hanno permesso ai team di affrontare simulazioni di gara e stint veloci, traendo informazioni cruciali su affidabilità e comportamento delle vetture con i nuovi regolamenti in vigore. La pit lane del Bahrain International Circuit è stata un fermento costante fin dalle prime luci dell’alba, con tecnici e ingegneri impegnati ad affinare ogni dettaglio delle monoposto, mentre i piloti hanno sfruttato al massimo il tempo a disposizione per ritrovare confidenza e ritmo.

Sergio Perez ha dettato il ritmo nella mattinata, proseguendo il lavoro iniziato dal compagno Max Verstappen. La Red Bull si è subito mostrata competitiva sia sul giro secco che nel passo gara, dimostrando che le recenti novità aerodinamiche sembrano aver permesso un ulteriore salto di qualità. Non sono mancate le prime avvisaglie degli avversari, soprattutto dalla Ferrari di Carlos Sainz, che ha inanellato una lunga serie di giri costanti, confermando affidabilità e velocità del progetto SF-24. La Mercedes, reduce da una stagione difficile, ha preferito concentrarsi sulle verifiche di setup e sulla raccolta dati riguardanti il degrado gomme, senza esporre ancora il reale potenziale della monoposto.

Sul fronte dei rookie, Oliver Bearman ha continuato il suo percorso di apprendimento al volante della Haas, completando un programma senza errori e guadagnandosi i complimenti del box. Bene anche la Williams, che dopo l’iniziale difficoltà del primo giorno, è riuscita a coprire un alto chilometraggio, lavorando sull’affidabilità e sulle risposte alle modifiche d’assetto. In McLaren, Lando Norris e Oscar Piastri hanno alternato sessioni di simulazione qualifica a prove di long run, cercando di trovare il giusto bilanciamento su un asfalto che tende a cambiare rapidamente le sue condizioni.

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Interessante il lavoro svolto da Aston Martin e Alpine, entrambe focalizzate sulle prove aerodinamiche a fondo pista, allestendo vistose rastrelliere di sensori per raccogliere dati sulla scia e la distribuzione dei flussi. Fernando Alonso e Lance Stroll hanno completato i propri stint senza particolari problemi tecnici, fornendo feedback positivi sull’agilità della AMR24 nelle curve più lente, storicamente un punto debole del team britannico. Pierre Gasly e Esteban Ocon hanno invece espresso fiducia nel potenziale di sviluppo della Alpine, che punta a ridurre il gap dai primi nell’arco della stagione.

Non sono mancati alcuni piccoli inconvenienti tecnici: un breve stop per la VCARB di Tsunoda a causa di problemi elettrici e qualche rallentamento in casa Sauber, impegnata ancora a risolvere questioni legate al sistema di raffreddamento. Tuttavia, la giornata ha segnato un netto miglioramento rispetto al day 1, con la maggior parte delle scuderie in grado di completare i propri programmi senza interruzioni di rilievo.

Al di là dei tempi, che in questa fase risultano poco indicativi, l’impressione generale è di una griglia incredibilmente compatta. Se Red Bull e Ferrari sembrano aver confermato i progressi, molti addetti ai lavori sottolineano quanto Aston Martin, McLaren e Mercedes possano riservare sorprese già nelle prime gare del mondiale. Da segnalare anche l’attenzione rivolta alle nuove soluzioni tecniche adottate in ottica 2026, con alcuni team che hanno portato versioni sperimentali di componenti in vista del cambio regolamentare ormai alle porte.

I test del Bahrain, come sempre, rappresentano solo un assaggio della battaglia che si consumerà durante la stagione. I tifosi, già impazienti, possono aspettarsi una lotta serrata a partire dal primo Gran Premio. Con le ultime giornate di test ancora da disputare, sarà interessante osservare chi proverà a iniziare a scoprire le carte, inaugurando un 2024 all’insegna della competitività e dell’innovazione continua.