OUTLET

SCONTI DAL 20 AL 50%!

McLaren testa l’ala posteriore rotante in Formula 1®

McLaren testa l’ala posteriore rotante in Formula 1®

Team FansBRANDS® |

McLaren ha sviluppato una versione della cosiddetta ala posteriore rotante, simile a quella già vista in pista da Red Bull Racing e Ferrari. Nonostante ciò, il team britannico ha scelto di non introdurre immediatamente questa innovazione in gara, preferendo raccogliere ulteriori dati e condurre approfondite misurazioni in pista. L’obiettivo è comprendere meglio il comportamento aerodinamico e la gestione della vettura durante la transizione tra le modalità di apertura e chiusura dell’ala, note come Straight Line Mode.

La complessità del progetto è accentuata dai limiti regolamentari che disciplinano l’attuazione aerodinamica e i tempi di transizione tra le diverse configurazioni dell’ala. McLaren ha sottolineato come le simulazioni e i test in galleria del vento non riescano a riprodurre con precisione le condizioni reali, soprattutto in curva o in presenza di vento variabile, rendendo indispensabili le misurazioni dirette in pista con strumenti aerodinamici specifici.

Red Bull Racing, che ha introdotto per prima un’ala rotante simile, ha temporaneamente sospeso l’uso del proprio sistema dopo due incidenti occorsi a Max Verstappen, ipotizzando che un ritardo nel riattacco del flusso d’aria all’ala in modalità chiusa potesse causare instabilità. Ferrari, invece, ha adottato un meccanismo differente, con un percorso di movimento più lungo e una rotazione diversa dell’ala posteriore.

FansBRANDS® prodotti Formula 1® per tifosi

Il regolamento 2026 consente l’apertura e la chiusura delle ali anteriori e posteriori in zone specifiche dei rettilinei, con tempi di transizione definiti, ma non specifica il meccanismo di movimento. Questo lascia spazio a diverse soluzioni tecniche, ma impone anche rigide limitazioni che i team devono rispettare per garantire la conformità.

McLaren ha provato l’ala posteriore rotante per la prima volta durante la prima sessione di prove libere al Gran Premio d’Ungheria, ma ha deciso di rimandarne l’introduzione in gara per effettuare ulteriori test e analisi. La squadra vuole assicurarsi di comprendere appieno le implicazioni aerodinamiche e di stabilità prima di adottare questa soluzione in condizioni di gara.

Il team principal Andrea Stella ha indicato che la scelta di non affrettare l’implementazione non è legata ai problemi riscontrati da Red Bull Racing, ma piuttosto a un approccio pragmatico e cauto. McLaren continua a valutare attentamente i dati raccolti per ottimizzare il funzionamento dell’ala rotante e garantire un’integrazione efficace con il resto della vettura.

Questa cautela riflette la complessità tecnica del sistema e la necessità di bilanciare innovazione e affidabilità, soprattutto in un campionato dove ogni dettaglio aerodinamico può influire significativamente sulle prestazioni. L’ala posteriore rotante rappresenta una delle novità più interessanti della stagione 2026, ma la sua efficacia dovrà essere confermata attraverso ulteriori prove e dati in pista.

La situazione attuale evidenzia come i team stiano adottando strategie diverse nell’implementazione di questa tecnologia, con Ferrari e Red Bull Racing che hanno già portato in pista versioni differenti, mentre McLaren preferisce un approccio più misurato. Resta da vedere quando e come la squadra britannica deciderà di utilizzare l’ala rotante in gara, ma il lavoro di raccolta dati e analisi continua con attenzione.

Il tema dell’ala posteriore rotante si inserisce in un contesto regolamentare che mira a migliorare il sorpasso e la gestione aerodinamica durante le fasi di rettilineo, offrendo nuove opportunità tecniche ma anche sfide significative. La prudenza di McLaren nel testare e valutare questa soluzione riflette l’importanza di un equilibrio tra innovazione e stabilità nel mondiale attuale.