Il Gran Premio d'Ungheria 2026 ha evidenziato alcune difficoltà per la Ferrari, nonostante la reputazione della SF-26 come uno dei telai più agili nel mondiale. Questo modello è generalmente considerato particolarmente adatto a circuiti con curve lente, come l'Hungaroring, dove la capacità di mantenere velocità elevata in curva è cruciale. Tuttavia, né Charles Leclerc né Lewis Hamilton sono riusciti a conquistare la pole position o a salire sul podio in questa occasione.
Durante le qualifiche, Lando Norris ha ottenuto la pole position e successivamente ha vinto la gara, mentre Hamilton ha perso la pole per soli 0,012 secondi e ha subito una penalità di tre posizioni in griglia per aver ostacolato Oscar Piastri. In gara, Hamilton è partito quinto con gomme soft, ha avuto una partenza non ottimale e ha perso posizioni, complici anche una sosta ai box sotto virtual safety car e una penalità di 5 secondi per eccesso di velocità in pitlane, chiudendo quinto.
Leclerc, partito secondo, ha perso posizioni già al primo giro e non è riuscito a recuperare, terminando quarto. Entrambi i piloti Ferrari non avevano gomme medie nuove a disposizione per la gara, avendole utilizzate in qualifica, e hanno incontrato difficoltà nel comportamento della vettura con questa mescola.
Nonostante il risultato, McLaren ha riconosciuto che Norris ha superato le aspettative in qualifica, ma ha ribadito che il telaio Ferrari resta superiore in termini di agilità. Il team e i piloti hanno sottolineato come la SF-26 abbia mostrato una mancanza di coerenza nelle prestazioni, con alti e bassi difficili da prevedere e gestire durante il fine settimana.
La strategia di gara e alcuni errori di esecuzione, come la scelta della sosta e la gestione delle gomme, hanno influito negativamente sul risultato finale della Ferrari. Hamilton ha ammesso di non aver visto Verstappen avvicinarsi e che la sua gara è peggiorata dopo quel momento. Il responsabile del team, Frederic Vasseur, ha indicato che gli errori si sono sommati, compromettendo le possibilità di un risultato migliore.
Resta da valutare se le difficoltà riscontrate dalla SF-26 siano da attribuire a problemi tecnici strutturali o a fattori legati all'esecuzione e alla strategia. La situazione non deve essere interpretata come un calo definitivo della competitività della Ferrari, né come un segnale di dominio futuro da parte degli avversari.
Il Gran Premio d'Ungheria ha quindi messo in luce l'importanza della costanza nelle prestazioni e della gestione delle gomme per la SF-26, soprattutto in un circuito che dovrebbe teoricamente favorire questo tipo di telaio. Le indicazioni raccolte durante il weekend saranno fondamentali per il team nel proseguire lo sviluppo e migliorare la coerenza della vettura.
In conclusione, la Ferrari ha affrontato una gara con diversi elementi che hanno complicato il raggiungimento del podio, nonostante la qualità tecnica del telaio. L'attenzione rimane focalizzata sulle prestazioni e sulla capacità di mantenere un ritmo costante, aspetti chiave per competere ai massimi livelli nel mondiale.
